Caratteristiche Tecniche
Lanciafiamme Modello 35
Peso:
27 kg
Capacità del serbatoio
per combustibile:
11,8 l
Gittata:
Circa 22,8 m
Durata del dardo: da 18 a 20 secondi


Cenni Storici
Il lanciafiamme Modello 35 entrò in servizio nel 1935, giusto in tempo per fare il suo debutto operativo durante la guerra di Etiopia, nella quale terrorizzò letteralmente gli indigeni che ne sperimentarono l'efficacia. Spalleggiabile, relativamente portatile, il Modello 35 era costituito da due cilindri e da una lancia di emissione piuttosto ingombrante e scomoda, alla cui estremità era adattata una grossa flangia, nella quale trovata alloggio il sistema di accensione.

Foto: L3 lanciafiamme

Dalla modifica di quest'ultimo derivò il Modello 40, sotto ogni altro aspetto - sia all'apparenza, sia nell'impiego - del tutto identico al Modello 35.
I due modelli furono impiegati da truppe speciali, note come guastatori o genieri d'assalto. In azione gli operatori dovevano indossare un pesante vestiario protettivo nonché la maschera antigas che riducevano la mobilità e la capacità visiva, talché essi dovevano di solito essere accompagnati e protetti da squadre di fanteria. Durante i movimenti, il lanciafiamme veniva di norma trasportato su speciali supporti installati su autocarri oppure, se l'unità non era motorizzata, venivano impiegati per il trasporto muli con bardature speciali. Il liquido infiammabile era trasportato in taniche per benzina appositamente contrassegnate.
Entrambi i lanciafiamme furono impiegati in un certo numero di esemplari dalle truppe italiane operanti nell'Africa settentrionale e dai soldati italiani che combatterono a fianco dei tedeschi sul fronte orientale. In tutti e due i teatri di operazioni i modelli 35 e 40 si comportarono abbastanza bene, anche se risultò sempre più evidente l'inconveniente della loro limitata gittata rispetto ai lanciafiamme contemporanei ed in particolare agli ultimi modelli tedeschi.
Il successo riportato dai lanciafiamme nella guerra di Etiopia indusse l'esercito italiano ad adattarne una versione speciale, molto più grande del modello spalleggiabile, al piccolo carro armato L3. Poiché lo spazio disponibile all'interno del piccolo scafo del carro L3-35Lf era assai limitato, il combustibile venne sistemato esternamente, in un rimorchietto leggermente corazzato, munito di un tubo corrugato attraverso il quale il liquido infiammabile passava nella lancia di emissione. Vi fu anche un'altra versione che faceva a meno del rimorchietto, trasportando, al di sopra della parte posteriore del carro armato, un serbato piatto, molto più piccolo. Ancorché tenuti in molta considerazione, i due tipi di piccoli carri armati lanciafiamme furono, a quanto risulta, impiegati molto poco.

Bibliografia: Vedi pagina contatti

 

 

Lanciafiamme
Modello 35 e Modello 40