Cenni Storici
Alla fine del 1943 i progetti per lo sbarco nella Francia settentrionale giunsero al punto in cui si dovette decidere la produzione di veicoli recupero capaci di effettuare l'attraversamento di guadi profondi, sì da poter essere impiegati sulle spiagge per disincagliare i mezzi arenati o in avaria in acqua. Venne deciso di trasformare all'uopo carri Churchill e Sherman, ma la trasformazione del Churchill non superò lo stadio del prototipo ed i lavori vennero concentrati sullo Sherman.
Il risultato fu lo Sherman BARV (Beach Armoured Recovery Vehicle = veicolo recupero su spiaggia corazzato); un normale Sherman la cui torretta era stata sostituita da un'altra sovrastruttura. Quest'ultima era aperta in alto e le piastra anteriori, inclinate, conferivano al muso del mezzo il profilo della prua di un'imbarcazione. L'apertura lasciata dalla torretta venne chiusa e tutte le prese d'aria ed i cappucci di tenuta vennero estesi verso l'alto. L'impermeabilizzazione risultò ottima e lo scafo venne provvisto anche di una pompa di sentina.
Il primo BARV fu pronto per le prove nel dicembre del 1943 ed a seguito di queste venne disposta immediatamente la trasformazione di 50 esemplari. Per il D-Day furono disponibili 52 BARV, ed il primo veicolo corazzato che prese terra sulla spiaggia della Normandia fu proprio un BARV. Le cattive condizioni atmosferiche del D-Day costrinsero i BARV a compiere un enorme lavoro perché molti veicoli, corazzati o non, imbarcarono molta acqua durante il tragitto dalle navi da sbarco alle spiagge ed i BARV dovettero fungere da traini per rimorchiarli a riva.

 
Foto: Sherman BARV impiegato nel rimorchio di veicoli arenati durante operazioni anfibie.

 

In pratica, il mezzo era solo in grado di trainare, perché la fretta con cui era stata effettuata la produzione delle trasformazioni aveva indotto a fare a meno del solito verricello. Al posto di quest'ultimo, per fornire una certa assistenza ai veicoli arenati, il BARV venne provvisto di respingenti di legno, assicurati al muso, che potevano essere impiegati non solo a pro di veicoli, ma anche di piccole imbarcazioni rimaste incagliate o arenate sulle spiagge.
I BARV potevano operare in acque profonde fino a 3 mt, a seconda delle condizioni atmosferiche, e talvolta assumevano un aspetto nautico anche per l'esistenza di sagole di salvataggio fissate attorno alla parte superiore della sovrastruttura. Molti equipaggi di BARV comprendevano un sommozzatore e spesso indossavano giubbotti di salvataggio. Responsabile dei BARV era il genio elettricisti e meccanici (Royal Electric and Mechanical Engineers = REME) britannico, pur trattandosi di veicoli con il compito primario del recupero.
L'impiego di tali mezzi perdurò a lungo anche nel dopoguerra, periodo in cui i BARV acquisirono il nome di Sea Lions (leoni del mare). Alla fine vennero sostituiti dai Centurion BARV che seguivano da vicino le linee generali del progetto. Gradualmente ammodernati nel corso degli anni con l'installazione di migliori apparati radio e di funi per attutire l'impatto dei loro respingenti, gli Sherman BARV non ebbero tuttavia mai verricelli né alcun tipo di vomere che conferisse loro una maggiore capacità di trazione.

Bibliografia: Vedi pagina contatti

 

 

Veicolo Recupero
Sherman BARV