L'Elefant fu uno degli insuccessi dei progettisti tedeschi perché, malgrado il suo cannone da 8,8 cm, era troppo massiccio ed in più, i primi esemplari, erano privi di armi per la difesa vicina.

Caratteristiche Tecniche
Equipaggio:
6 uomini
Peso:
65.000 kg
Motore:
2 Maybach HL 120 TRM a 12 ciilindri a V, a benzina, da 530 hp ciascuno, che fornivano la potenza alla trasmissione motore a scoppio/motore elettrico Porsche-Siemens-Schuckert.
Dimensioni:
- Lunghezza totale 8,128 mt
- Larghezza 3,378 mt
- Altezza 2,997 mt
Prestazioni:
- Velocità massima su strada 20,1 km/h
- Autonomia su strada 153 km
- Guado 1 mt, Pendenza 40%, Gradino 0,8 mt, Trincea 2,65 mt

Foto: Elefant Ferdinand

Cenni Storici
Quando il carro Tiger era ancora in corso di progettazione, due ditte erano già entrate in concorrenza per aggiudicarsi la commessa di produzione. Sembrò essere favorita la proposta della Porsche, soprattutto per l'influenza che il professor Porsche aveva su Hitler ed anche per il fatto che la proposta presentava una radicale innovazione: una propulsione/trasmissione combinata di motori a scoppio e motori elettrici. Il sistema non fornì peraltro un sufficiente grado di affidamento nelle prove e così fu la Henschel ad ottenere il contratto di produzione di quello che sarebbe divenuto il PzKpfw IV Tiger.
Quando il progetto Henschel entrò in produzione, la Porsche aveva già pronti gruppi di propulsione e scafi del veicolo, che confidava di poter continuare a produrre e piazzare; infatti le autorità tedesche responsabili decisero di mettere in produzione anche il progetto Porsche per ricavarne un semovente controcarri pesante, armato del nuovo cannone controcarri Pak 43/2 da 8,8 cm, un derivato della precedente serie di cannoni contraerei Flak 18-37. Il cannone venne ubicato in un'ampia sovrastruttura corazzata con limitata responsabilità di brandeggio. Di questi veicoli, denominati Panzerjäger Tiger (P) e successivamente Ferdinand o Elefant, vennero prodotti 90 esemplari. La (P) sta per Porsche.
Gli Elefant vennero prodotti in grande fretta presso la Nibelungenwerke dai primi del 1943, perché Hitler voleva che fossero pronti per l'inizio della campagna primavera-estate del 1943 sul fronte orientale contro il saliente di Kursk; nell'occasione avrebbero dovuto debuttare anche i carri Panther. A causa di ritardi di produzione e del tempo occorso per l'addestramento degli equipaggi, l'offensiva non poté iniziarsi prima del 5 luglio 1943.
A quel momento, l'Armata Rossa era ormai più che pronta a ricevere i tedeschi, in quanto le difese del saliente di Kursk erano state rese formidabili e il ritardo aveva consentito ai sovietici di potenziare e di estendere in profondità l'efficienza del loro schieramento, cosicché l'offensiva tedesca non ebbe un grande successo. Per gli Elefant la battaglia di Kursk fu un battesimo del fuoco davvero spaventoso: ordinati in due battaglioni (Abteilungen) del 654° Panzerregiment (reggimento carri), essi, a causa dei numerosi difetti tecnici solo parzialmente eliminati, cominciarono a manifestare guai già prima di entrare in azione, molti andarono in avaria appena iniziarono a muoversi: quelli che riuscirono ad avvicinarsi alle linee sovietiche si trovarono subito in difficoltà giacché, pur essendo dotati del cannone controcarro più pesante del tempo, erano peraltro primi di qualsiasi armamento secondario per la difesa vicina.
I cacciatori di carri della fanteria sovietica, che brulicavano introno, piazzavano sui carri cariche esplosive magnetiche che aderivano alla corazza e facevano saltare i cingoli o comunque mettevano il mezzo fuori servizio. Gli equipaggi degli Elefant, non disponendo di armi per la difesa vicina, dovevano ripiegare con il mezzo, quando potevano, o abbandonarlo e fuggire a piedi. Alcuni Elefant sopravvissero a Kursk e vennero in seguito dotati di mitragliatrici per la difesa vicina, ma non riuscirono mai a riprendersi dallo sfortunato debutto.

Bibliografia: Vedi pagina contatti

 

 

Cacciacarri
Panzerjäger Tiger (P) Elefant